LA GUERRA NUCLEARE FOR DUMMIES

Ribloggo un’articolo de Il Giornale molto interessante ed esplicativo in merito al fatto che “nessuno potrebbe impedire al Presidente Trump (sempre sia lodato) di ordinare un attacco nucleare

La Commissione per i Rapporti Esteri del Senato degli Stati Uniti ha sentito in audizione pubblica il generale dell’aviazione americana Robert Kehler, in precedenza a capo del Comando strategico americano, l’ex Sottosegretario alla Difesa Brian McKeon e Peter D.

Feaver, professore di Scienze politiche alla Duke University, sui principi che regolano l’autorità nucleare. L’argomento non veniva affrontato da 41 anni. Come Presidente degli Stati Uniti a Donald Trump è conferita la facoltà di autorizzare, senza alcuna approvazione, il lancio dei missili balistici intercontinentali contro un avversario straniero, innescando una guerra termonucleare. Nello specifico la Commissione per i Rapporti Esteri del Senato ha voluto approfondire l’autorità conferita agli organi legislativi ed esecutivi per l’impiego di asset strategici. La Commissione ha preso atto che non esistono restrizioni significative all’autorità del comandante in capo di approvare un attacco preventivo con impiego di testate termonucleari.

La postura strategica statunitense

La deterrenza statunitense si basa su un arsenale in grado di scongiurare qualsiasi ricorso al nucleare: è il concetto della Distruzione Mutua Assicurata. Non è concepito in linea teorica per essere utilizzato per prevenire o durante un attacco convenzionale o in presenza di impiego di armi chimiche e biologiche sul campo. Il principio di base di questa postura è che nessun avversario avrebbe alcuna ragionevole possibilità di azzerare l’intero arsenale nucleare americano e sfuggire ad un apocalittico attacco di rappresaglia. L’infallibilità del ruolo di Presidente degli Stati Uniti gli conferisce questa precisa capacità di discernimento. Come parte vitale della deterrenza nucleare Usa, Donald Trump può autorizzare senza la dichiarazione di guerra del Congresso un attacco preventivo (First Strike) e di rappresaglia (Second Strike) in risposta alla rilevazione di testate nucleari nemiche in volo o pericolo imminente per sopravvivenza stessa della nazione. In sintesi: non esiste limite al potenziale uso della forza nucleare.

Il Giorno del Giudizio

Molte delle procedure per l’impiego di asset strategici sono classificate. Tuttavia affinché il deterrente sia credibile, alcuni dettagli chiave sono pubblici in modo da comunicare i rischi a qualsiasi avversario. E’ il principio della deterrenza che si basa sull’equilibrio tre le scarse informazioni diramate e quelle coperte da segreto militare. Informazioni sufficienti per spaventare il nemico.

Come si ordina un lancio nucleare

Il comando della triade nucleare richiede compostezza, giudizio, moderazione, abilità diplomatica e percezione delle tecnologia in possesso delle fazioni da colpire. Non esiste veto all’ordine di attacco nucleare del Presidente degli Stati Uniti. Subito dopo il suo giuramento, Donald Trump ha partecipato al briefing classificato riservato ad ogni nuovo Presidente degli Stati Uniti sulle procedure da attuare per ordinare un attacco nucleare. E’ l’obbligo potenzialmente finale del presidente che ha il potere di abilitare i codici di lancio, costantemente aggiornati dal Pentagono. Il briefing non ha l’obiettivo di illustrare la strategia nucleare (8010-12), la natura dei bersagli o le conseguenze, ma di garantire l’esatta comprensione della procedura per ordinare un attacco nucleare in caso di emergenza. E’ progettato per garantire una risposta rapida in una particolare situazione: il rilevamento di testate nemiche in volo. In presenza di attacco nemico, il Presidente degli Stati Uniti avrebbe soltanto pochi minuti per conferire con i principali consiglieri della sua amministrazione prima di ordinare una rappresaglia termonucleare. La procedura è concepita per consentire e garantire alla catena di comando una risposta significativa immediata.

Dalla sua valigetta di circa 45 kg, President’s Emergency Satchel, chiamata Football, simile ad una 24 ore e solitamente trasportata da un ufficiale superiore, ilPresidente degli Stati Uniti può abilitare, in ogni istante, il lancio di missili Minuteman a terra o autorizzare l’espulsione dei missili Trident dai sottomarini classe Ohio sempre in mare. Al Presidente è conferito il biscotto, per il suono che emette una volta spezzato. E’ una scheda in plastica che contiene al suo interno i codici prestampati che identificano il Capo supremo delle forze armate al National Military Command Center. La valigia di 45 chili garantisce piene connessione con tutte le tre opzioni nucleari disponibili. I codici di Trump non vengono trasmessi ai silos dei missili, ai bombardieri o ai sottomarini: verificano soltanto l’identità del presidente quando invia un ordine di lancio per il Pentagono.

La Football implementa diversi sistemi di sicurezza per autenticare il Presidente. Altri codici di autenticazione, elaborati dall’NSA, rimangono in custodia al Pentagono ed in altre sette località segrete: si abilitano soltanto per scala gerarchica qualora il presidente degli Stati Uniti dovesse morire. Nessun militare può effettuare un lancio di propria volontà senza i codici di autenticazione del comandante in capo. Autenticati i codici presidenziali, il Pentagono invia gli ordini tramite Emergency Action Message alle unità prescelte per il lancio. Il two-person concept impedisce l’uso accidentale di armi nucleari. I due ufficiali che custodiscono le sole chiavi del pannello di controllo devono concordare sui codici preformattati ed in forma integra ricevuti dal National Military Command Center o dai comandi alternativi attivati in seguito ad un attacco preventivo nemico. Nel messaggio anche il tipo di opzione nucleare prescelta dal Presidente. Qualora i satelliti non dovessero rilevare alcun lancio da una piattaforma, per effetto della ridondanza questi avverrebbero da altre unità. In questo modo si assicura sempre una copertura strategica globale, poiché è improbabile la perdita simultanea dell’intera flotta strategica in mare.

La capacità First Strike di Trump: una questione costituzionale

La deterrenza dipenderà sempre da un certo grado di indeterminatezza e di incertezza. Non è tanto quello che si farà per rappresaglia, ma quello che accadrà una volta avviati i lanci. Alcuni legislatori vorrebbero subordinare l’attacco preventivo o First strike alla dichiarazione di guerra da parte del Congresso, l’ultima avvenuta nella seconda guerra mondiale. Per legge il Presidente degli Stati Uniti, come comandante in capo, ha l’autorità di utilizzare l’intero strumento militare del paese. Il Congresso potrebbe proporre una legge ed inserire nella catena di comando che regola l’attacco preventivo anche il consenso del Segretario della Difesa per una sorta di two-person concept. Tuttavia la distinzione tra uso difensivo e offensivo della forza resterebbe difficile, mentre per il Pentagono la natura legale di un ordine di attacco emanato dal comandante in capo difficilmente sarebbe messo in discussione.

L’infallibilità del Presidente degli Stati Uniti

Il Presidente degli Stati Uniti, in ogni momento, potrebbe ordinare il lancio di circa 1930 testate (tra componente strategica terrestre e sottomarina) sulle 7000 stoccate. La Russia ha pronte al lancio 1790 testate sulle 7290 custodite. Non esiste veto all’ordine di attacco nucleare del presidente degli Stati Uniti. Qualora il Segretario alla Difesa, che riceve e verifica l’ordine di autorizzare il lancio dopo l’autenticazione dei codici del comandante in capo, si dovesse rifiutare, il presidente ha sempre la facoltà di destituirlo. E’ il meccanismo noto come National Command Authority (NCA). Il Segretario alla Difesa può dissentire, ma non ha potere di veto. Vi è anche l’opzione che conferisce alle principali figure politiche di dichiarare il Presidente come incapace di eseguire i propri compiti, tuttavia il tempo necessario per lanciare un attacco nucleare è stimato in otto / dodici minuti massimo. E’ quindi l’infallibilità del Presidente associata al First strike e la relativa catena di comando che il Congresso vorrebbe modificare.

L’essenza dell’attacco preventivo

Il principio dell’attacco preventivo si basa sull’autodifesa anticipata. Secondo dottrina di riferimento, l’attacco preventivo statunitense mira a neutralizzare una minaccia certa, non immediata, non ambigua ed in grado di infliggere danni inaccettabili. Tuttavia è proprio quella percezione che potrebbe innescare i parametri previsionali di autodifesa.

La finestra temporale per ordinare una rappresaglia è di pochi minuti, considerando l’essenza stessa dell’attacco preventivo. La Russia non dispone di un sistema geostazionario di preallarme a raggi infrarossi. Soltanto due dei dodici satelliti che comporranno la futura costellazione di preallarme sono stati messi in orbita. Mosca si affida principalmente sui radar di allarme precoce terrestri per rilevare un attacco missilistico statunitense. Dal momento che questi radar non riescono a vedere oltre l’orizzonte, la Russia avrebbe poco meno di 15 minuti per rilevare le testate in arrivo. Il tempo di preallarme stimato per gli Stati Uniti per rilevare un attacco preventivo russo è di circa trenta minuti. La procedura per il lancio di testate termonucleari è quindi strutturata per consentire al comandante in capo di prendere una decisione in pochi minuti. Qualsiasi requisito preliminare (autorizzazione del Congresso o un voto legislativo ufficiale), impedirebbe alle forze nucleari americane di rispondere in tempo. La procedura è stata scritta per garantire la continuità di governo, mentre l’autorità conferita in scala gerarchica per ordinare un lancio è sempre individuale. Il protocollo stabilito accetta essenzialmente la mancanza di un reale controllo ed equilibrio, tuttavia i comandanti militari americani dovrebbero avere il diritto intrinseco di rifiutare qualsiasi ordine che ritengono illegale. Almeno sulla carta. Il piano strategico 8010-12 chiarisce che gli attacchi dovranno essere conformi alle leggi sul conflitto armato e che qualsiasi azione militare dovrà essere proporzionale alla minaccia per evitare vittime tra i civili. Ovviamente questa è la teoria. Sarebbe opportuno rilevare che senza un chiaro esempio di intento ostile, il Presidente degli Stati Uniti dovrebbe richiedere l’approvazione del Congresso per un attacco nucleare, sebbene il piano strategico 8010-12 non menzioni tale condizione. La Commissione per i Rapporti Esteri del Senato degli Stati Uniti ha rilevato ancora una volta le difficoltà nel bilanciare la capacità nucleari del Presidente con politiche che limitassero quel potere.

Il piano strategico 8010-12

Il piano operativo del Comando Strategico degli Stati Uniti 8010, delinea i potenziali scenari in cui è previsto il ricorso al nucleare. Aggiornato nel 2012, dovrebbe essere declassificato nel 2022.

Nella sezione chiamata Inquadrare il problema, si legge che “…con la fine della guerra fredda il panorama internazionale è cambiato. La sicurezza globale è segnata da conflitti prolungati, costante cambiamento, enormi complessità e maggiore incertezza. Mentre le preoccupazioni dinamiche nello spazio e nel cyberspazio si evolvono, le minacce tradizionali alla sicurezza nazionale continuano ad essere rappresentate da Stati sovrani con emergenti capacità WMD (weapons of mass destruction)”.

L’OPLAN 8010-12 si rivolge ad un nemico X. Menziona specificamente la Russia e la Cina che “non rappresentano pericoli imminente per gli americani”.

L’OPLAN 8010-12 è un testo molto semplice che conferisce una visione globale: è il testo di riferimento strategico per diversi potenziali nemici che possiedono arsenali nucleari o cercano di ottenerli.

“La rapida evoluzione tecnologica e l’ampia disponibilità civile delle capacità militari, hanno ridotto i costi di ingresso, mettendo a disposizione nuove armi. Diversi attori hanno avuto accesso a nuove funzionalità che in passato non avrebbero ottenuto senza significativi investimenti. La sovrapposizione delle sovranità continuerà a presentare sfide per la sicurezza nazionale”.

Nell’OPLAN 8010 si rileva la “necessità di una volontà politica americana nell’impiegare le forze strategiche qualora la deterrenza fallisse”. Abbiamo più volte analizzato le capacità della triade nucleare Usa, tuttavia il piano strategico reso pubblico non le menziona limitandosi ad un solo passaggio:

“L’obiettivo è chiaro: utilizzare il sistema adeguato per eliminare la capacità del nemico ed il suo apparato decisionale chiave per cessare le ostilità”.

Il principio della deterrenza si basa sull’equilibrio tre le scarse informazioni diramate e quelle coperte da segreto militare. Informazioni sufficienti per spaventare il nemico. Le soglie di tolleranza sono delineate, ma nell’OPLAN 8010 si rileva testualmente che “il presidente può ordinare a Stratcom di rispondere ad un atto ostile o ad una minaccia imminente”.

Non vi è un vincolo sul potenziale uso del nucleare

“L’uso di qualsiasi arma, cinetica o non-cinetica, deve rispettare i principi fondamentali del diritto nei conflitti armati in base al criterio della proporzionalità. La necessità militare deve evitare sofferenze inutili o rischi di distinzione. Principi che dovranno essere presi in considerazione durante lo sviluppo e l’esecuzione di tali piani”.

Oltre alle diverse interpretazioni, l’OPLAN 8010-12 non chiarisce il modo in cui una risposta nucleare potrebbe essere proporzionale. In definitiva, sebbene remota, gli Stati Uniti prevedono la possibilità di utilizzare lo sterminato inventario strategico in risposta ad un attacco convenzionale o nucleare. OPLAN 8010 si compone di varie opzioni di attacco convenzionale e nucleare. Queste ultime sono classificate. OPLAN 8010 è un piano strategico che incorpora diversi elementi del potere nazionale per esercitare pressione ed ottenere effetti strategici contro avversari specifici.

L’errata percezione dei messaggi

E’ forse la sezione (pesantemente censurata) più importante dell’intero piano strategico. Si menzionano i rischi sull’errata percezione dei messaggi degli avversari.

“I comandanti dovranno valutare costantemente e culturalmente una appropriata strategia di comunicazione. Indipendentemente da ciò, tutte le opzioni devono essere sempre disponibili”.

La risposta proporzionale

E’ un concetto strategico. “Valutata la minaccia, una proporzionale risposta, ma in grado di arrestare il potere decisionale e militare di un nemico”. Tuttavia, una risposta proporzionale, una volta autorizzato il lancio di testate nucleari, non esiste. E’ un principio che dovrebbe guidare la valutazione immediata in uno scenario di guerra.

Il concetto della proporzionalità si applica soltanto per la scelta delle testate da impiegare. Approssimativamente, i sottomarini balistici trasportano 890 testate. La linea morbida di attacco è formata da 506 testate W76/Mk4A da 100 kt. La linea pesante da attacco è formata da 384 testate pesanti W88 / MK5 da 455 kt.

FONTE ORIGINALE: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nessuno-potrebbe-impedire-trump-ordinare-attacco-nucleare-1463953.html

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Halloween: i 10 hotel più spettrali al mondo, uno di loro è a Firenze

HALLOWEEN È ALLE PORTE

MOMONDO STILA LA CLASSIFICA DEI 10 HOTEL PIÙ SPETTRALI AL MONDO

UNO DI LORO È IN ITALIA!

Esperienze imprevedibili e atmosfere da paura in luoghi da brivido pronti ad accogliere i turisti tutto l’anno

Milano, 5 ottobre 2017momondo (www.momondo.it) – piattaforma digitale di ricerca voli e hotel, ispira da sempre le persone ad aprire la mente al viaggio come esperienza unica e originale e, perché no, a volte anche a tema. In occasione dell’arrivo di Halloween, momondo stila la classifica dei 10 hotel più spettrali al mondo, luoghi da brividi dove poter vivere l’atmosfera della festa di fine ottobre non solo in questo periodo, ma durante tutto l’anno!

Hotel Burchianti – Firenze, Italia

Hotel Burchianti_Firenze

Negli anni ’30 era il rifugio preferito da artisti e poeti: l’hotel Burchianti è noto a Firenze come uno dei luoghi più spettrali della città. Vagando per i tortuosi ed eleganti corridoi dell’hotel si ha la sensazione di essere osservati e di incontrare da un momento all’altro un fantasma. Secondo la testimonianza di alcuni ospiti il fantasma di una donna intenta a lavorare a maglia su una sedia da studio sarebbe stato avvistato, così come lo spettro di una donna delle pulizie che sveglia i visitatori nelle prime ore del giorno. La stanza Fresco è quella da evitare se si è particolarmente fifoni: i viaggiatori che ci hanno trascorso la notte hanno raccontato di sentirsi osservati durante la notte e ricoperti di gelidi sospiri in faccia.

Link: https://www.momondo.it/hotel/h/burchianti?context=78601-1

First World Hotel – Genting Highlands, Malesia

Il First World Hotel è un immenso resort collocato sulla cima delle Titiwangsa Mountains in Malesia e vanta di una foresta tropicale, un centro commerciale, una sala da bowling e un parco a tema nell’area circostante, ma il lato più agghiacciante di questo luogo è senza dubbio l’attività paranormale. Diversi testimoni affermano di aver avuto notti insonni a causa dei fantasmi che infestano le 6.118 stanze, quelli dei grandi giocatori d’azzardo che hanno deciso di porre fine ai loro giorni dopo aver bruciato ingenti quantità di denaro al casinò del resort aperto 24/7.

Link: https://www.rwgenting.com/hotel/firstworld-hotel/

Il castello Dragsholm – Odsherred, Danimarca

Questa vecchia fortificazione costruita 800 anni fa, è uno dei luoghi più incantevoli di tutta la costa della Danimarca e spesso etichettato come il castello più infestato d’Europa. Il Dragsholm Slot è un luogo veramente misterioso e infestato da fantasmi. Durante alcune opere di restauro negli anni 30′, gli operai scoprirono uno scheletro avvolto da un vestito bianco, seppellito tra le mura del castello!

Ci sono tre ospiti d’eccezione, tre fantasmi, sempre presenti nell’hotel: la Grey Lady, un’antica domestica del castello conosciuta per il suo impegno nell’aiutare gli ospiti a disfare le valige, il Conte di Bothwell, un ex prigioniero di corte scozzese che gironzola nel cortile sul suo cavallo e infine la tristissima White Lady, una giovane ragazza nobile che fu imprigionata nella sua stanza a vita, dopo che il suo padre malvagio scoprì che la fanciulla si era innamorata di un giovane che lavorava nel castello.

Link: https://www.momondo.it/hotel/h/dragsholm-slot?context=84257-1

The Russell Hotel – Sydney, Australia

Situato nel quartiere The Rocks, il più antico della città, il the Russell Hotel era frequentato da marinai in cerca di un posto dove poter riposare e in seguito utilizzato come ospedale durante la peste bubbonica all’inizio del XX secolo. L’hotel venne poi trasformato in un Bed & Breakfast di classe, ma si narra che lo spettro di un marinaio, conosciuto per aver pernottato nella stanza 8, osservi da vicino gli ospiti e assicuri loro sonni tranquilli.

Link: https://www.therussell.com.au/

The Queen Anne Hotel – San Francisco, USA

In origine era la Mary Lake’s School, una scuola per sole ragazze, oggi il The Queen Anne Hotel è un hotel/B&B a San Francisco dove sembra vivere il fantasma della direttrice della vecchia scuola, Miss Mary Lake. Dopo la vendita della scuola contro il suo volere, la donna non ha infatti mai lasciato queste mura, continuando a suonare l’antico pianoforte risalente all’epoca vittoriana.

Se si vuole provare veramente un’esperienza da brivido, si consiglia di prenotare la stanza 410, l’abitazione che un tempo apparteneva a Miss Mary Lake. Miss Lake sarà ben felice di sprofondare la testa sul cuscino e dormire accanto ai viaggiatori durante la notte.

Link: https://www.momondo.it/hotel/h/the-queen-anne-hotel?context=51150-1

The Fairmont Le Château Frontenac – Quebec, Canada

Pietra miliare della città antica, questo castello in Québec è davvero imponente e patrimonio mondiale dell’UNESCO con una storia davvero straziante, di uno spettro fragile e al tempo stesso romantico.

Il governatore della New France del XVII secolo, Louis de Buade de Frontenac, morì in questo luogo nel 1698. Si narra che la tristezza provata nel lasciare l’amata moglie a Parigi, ebbe un grosso contraccolpo sulla sua salute e dopo oltre 300 anni, alcuni ospiti del Château Frontenac giurano di aver avvistato il governatore vagabondare nei corridoi del castello, in cerca della sua anima gemella.

Link: https://www.momondo.it/hotel/h/fairmont-le-chateau-frontenac?context=06861-1

The Stanley Hotel – Colorado, USA

Se questo enorme e isolato resort in Colorado ha fatto venire i brividi persino al celebre scrittore di libri horror, Stephen King, saprete già di non essere in un posto tranquillo. L’ispirazione per scrivere The Shining l’ha presa da qui. Passeggiando da soli, si deve fare attenzione alle giovani ragazzine che ridacchiano e corrono al quarto piano, mentre le feste nelle sale da ballo sono all’ordine… della notte! Party per soli fantasmi vengono organizzati con grande frequenza.

https://www.momondo.it/hotel/h/stanley-hotel-estes-park?context=89446-1

The Tequendama Falls Hotel – Bogotà, Colombia

Nella periferia di Bogotà, a picco sulla vallata, sorge questa piccola, e allo stesso tempo spaventosa, meraviglia. Questo hotel, aperto nel 1928, era un tempo conosciuto come il lussuoso Hotel del Salto, luogo di riposo per turisti benestanti dopo lunghe giornate stancanti passate nelle incantevoli gole e cascate del Tequendama Falls.

Le acque del fiume vennero però col tempo contaminate e il picco di 157 metri diventò un luogo pericoloso per tutti i visitatori malinconici. Le loro anime indugiano ancora nei corridoi dell’hotel. In stato di rovina per ben vent’anni, nel 2012 l’edificio fu completamente ristrutturato e riportato al suo antico splendore e gloria quasi come fosse un museo. Sebbene non sia possibile trascorrere la notte qui, la fantastica vista sul fiume Bogotà, le culture locali e la possibilità di incontrare uno spettro da brividi ne fanno un posto unico e indimenticabile.

Link: https://www.momondo.it/hotel/s/san-antonio-del-tequendama?rooms=2&overview=false&context=03941-1

Port Arthur Motor Inn – Tasmania, Australia

Il sito di Port Arthur ha una storia indubbiamente particolare. Si narra che sia il penitenziario la motivazione della presenza di strane presenze in questo luogo, che a prima vista sembra un vecchio e gelido manicomio rinnovato. Pare che sia infestato dai fantasmi che adorano fare sorprese simpatiche agli ospiti una o due volte durante la notte, una compagnia degna di un’esperienza unica e indubbiamente da brividi!

Link: https://www.momondo.it/hotel/h/port-arthur-motor-inn?rooms=2&context=03941-2

The Queen Mary – Long Beach, California

The Queen Mary è una grande crociera abbandonata situata a Long Beach: salire su questo relitto significa vivere una crociera senza farla realmente. La Queen Mary è stata utilizzata come nave civile per i viaggi transatlantici di lusso per pochi anni, dal 1936 al 1939, poi usata come mezzo militare durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo luogo è possibile pernottare e dedicarsi a tour alla ricerca di fantasmi: durante il giorno è sicuramente un’esperienza particolare e unica nel suo genere, ma di notte si trasforma in un’avventura da brividi, alla scoperta dei segreti che la Queen Mary ha tenuto come un testimone silenzioso.

Link: https://www.momondo.it/hotel/s/rms-queen-mary?rooms=2&overview=false&context=03941-3

KILL PILLS

Racconto distopico futuristico

pubblicato sul sito:

www.ilovezombie.it

 

 

“Hai ancora intenzione di andare fino in fondo, allora?” Gli chiese lei.

“Sì.”  Annuì lui.

Erano seduti nella dinette dell’angolo cucina della loro piccola roulotte, bevendo caffè e fumando sigarette. Lei indossava l’uniforme dell’Esercito della Salvezza e si stava preparando ad affrontare l’ennesimo doppio turno, per la terza volta questa settimana. Lui aveva abbandonato il ruolo di lavoratore subordinato ormai da diverso tempo ed era ancora in mutande.

“Quando pensi di farlo?” Chiese dopo una pausa.

“Forse domani. Probabilmente intorno all’ora di pranzo.”

“Naturalmente avrai anche già deciso come?”

“Con le nuove kill pills. Credo siano la soluzione migliore. Ti addormenti dolcemente e ti risvegli da qualche altra parte. Tutto molto semplice. Le ho ordinate su Amazon, erano in offerta: prendi due e paghi uno. Mi sono arrivate giusto ieri pomeriggio mentre eri al lavoro. Pensa, col servizio Prime non ho neanche pagato la spedizione. Se vuoi ce n’è una anche per te.”

Lei si accese un’altra sigaretta facendo finta di non aver sentito l’ultima parte delle sue parole. Mentre guardava fuori dal finestrino, buttò fuori più fumo possibile.

“E se ti ritrovassi in un posto immondo?”, sottolineò. “Cosa faresti?”

“Vuoi dire come l’inferno?” Disse con un piccolo sorriso. “Lo sai che non credo in quelle cose.”

“E se esistesse veramente?”, insistette. “E se fosse tutto vero, e la tua determinazione a commettere un peccato mortale ti portasse lì?”

Sospirò e versò due caffè. Era il loro terzo bicchiere quella mattina. “Se esistesse una cosa come la dannazione eterna, allora io, probabilmente, sono destinato ad andarci lo stesso. Quindi il suicidio mi ci porterà direttamente tagliando fuori tutte le fermate intermedie.”

Lei lo fissò incredula, con gli occhi spalancati per alcuni secondi, poi scosse la testa.

“Stai versando nel cesso tutta la tua vita. Ogni goccia di essa.”

Lui si strinse nelle spalle. “Alcune persone semplicemente non sono tagliate per questa vita. Credo di essere uno di loro.” Lei cercò di interromperlo, ma lui alzò la mano per fermarla. “Pensaci. Non ho mai avuto degli amici stretti, nemmeno da bambino. Da adulto, non ho mai avuto alcuna motivazione per la mia vita. È come se io stessi sempre aspettando: che accada qualcosa, quel qualcosa mi porti via da tutto questo e che mi dia finalmente uno scopo. Purtroppo non succede mai. Oppure queste kill pills sono ciò che stavo aspettando. Saranno il veicolo per il mio cambiamento.”

“Quelle cose sono una maledizione. Sai quanta gente incontro, che si sta buttando via con quelle? Ma dico io, sai che lavoro faccio, cerco di salvare la gente dalla follia del suicidio per futili motivi e proprio tu ti convinci che non avresti altra soluzione alla tua fantomatica “depressione”?”

“Ma io non sono depresso. Ho deciso di esplorare il dopo. Comunque le Kill Pills sono state autorizzate dal Governo quindi non capisco tutta questa demonizzazione che si sta creando intorno. Sai che da quando le hanno messe in commercio, l’azienda che le produce sta facendo affari a palate?!”

“Chiediti il perché? Autorizzare l’eutanasia e il suicidio facile è stata una mossa furba dello Stato. È ingegneria sociale. Vogliono liberarsi dal peso della gente che viene considerata in eccesso e, come ben sai, mi sono arruolata per combattere questa politica farneticante. Non stiamo parlando solo di persone malate ma di chiunque abbia da recriminarsi qualcosa. Anche la motivazione più stupida.”

“Mi meraviglio che tu non te ne renda conto” disse lui, “in realtà il tuo lavoro che consiste nel cercare di convincere gli aspiranti suicidi a ripensarci, non è altro che un modo per mettere a posto la coscienza collettiva nei confronti di chi sceglie autonomamente di suicidarsi. Converrai con me che la tua funzione è analoga a ciò che succedeva nei tempi passati con il fumo o il gioco d’azzardo. Anziché abolire il gioco si creavano dei corsi contro la ludopatia. Anziché abolire le sigarette si facevano dei corsi per smettere di fumare. In pratica non volevano risolvere il problema sul quale campavano e sul quale campi anche tu. Perché ora succede la stessa cosa. Se non ci fosse questa fantomatica “emergenza suicidi”, come la chiamate voi, saresti a spasso, disoccupata.”

“Ma cazzo! Vedi che proprio tu, aspirante suicida inutile, mi stai spiegando perfettamente la questione e nonostante tutto ti ostini a portare avanti il tuo progetto…”

“Comunque è un mio diritto”, affermò lui.

“Ecco la stronzata che aspettavo di sentir dire. Ormai pensate di avere il diritto per qualsiasi cosa.  C’è un eccesso di diritti garantiti. La situazione è sfuggita di mano. Non è possibile venga addirittura riconosciuto il diritto a morire a chiunque ne abbia voglia.” Stava aumentando il tono della voce. Si stava alterando decisamente.

“So come la pensi, ma devi accettare come la penso io. Sui diritti non si discute”, le disse con calma. Lei si zittì.

Scese un silenzio gelido e solo dopo qualche minuto lei si allungò attraverso il tavolino e afferrò la sua mano. Era ferma e asciutta, notò, mentre lei si sentiva fredda e sudata.

“Siamo ancora così giovani” gli disse. “Potremmo trovare uno scopo stando insieme. Potremmo sposarci. Viaggiare. Andiamocene ora. Basterebbe che tu non lo facessi. Non adesso almeno. Aspetta un anno. Forse appena sei mesi. Rifletti sulle possibilità del nostro futuro insieme.”

“E dopo mi sentirei esattamente come mi sento ora.” Sospirò per la frustrazione. “Questa è l’unica soluzione.”

Ritirò la mano. “E se fossi incinta?” tentò una carta vincente. Lui alzò gli occhi dalla sua tazza di caffè.

“Lo sei?” Per un attimo fu tentata di mentire. Ma se ne sarebbe accorto. Era una bugiarda terribile.

“No!” ammise. “Ma potrei esserlo. Potremmo avere una famiglia nostra. Com’è come motivazione?”

Sospirò per la frustrazione. “Sarebbe un cambiamento positivo solo momentaneo. Lo so già”. Il suo viso si fece duro.

“Posso fermarti”, disse lei con rabbia. “Posso sedermi qui e guardarti. Forse anche chiamare la polizia e farti arrestare fino a quando questa follia non ti passa.”

“Tesoro non potrai stare seduta con me per sempre” disse con un tono di voce esasperato. “E anche se riuscissi a farmi internare in qualche manicomio, quando il medico verrà a controllarmi basterà che io gli faccia un sorriso e lo ascolti ossequioso. Poi farò finta di riconoscere quanto io abbia sbagliato e allora tutti ci faremo una grande risata. Alla fine, prima o poi mi lasceranno andare.” Si chinò verso di lei. “Non sarebbe più facile se mi lasciassi fare a mio modo? Senza coinvolgere nessun altro?”

“Ma dannazione, perché non vuoi accettare che qualcuno ti possa aiutare?” singhiozzò. Non pensava che avrebbe avuto ancora lacrime da piangere, ma ora una cascata in piena le scendeva lungo le guance. Lui si alzò si sedette accanto a lei.

“Tesoro, non mi puoi aiutare”, le disse, e prendendole il mento la costrinse a incontrare il suo sguardo. “Nessuno mi può aiutare, perché non ho bisogno di aiuto. Lo sai che ho già visto alcuni dei migliori medici e terapisti. Tutti dicono che non sono depresso o delirante. Non sento le voci e non credo di essere Dio. In pratica sono sano e razionale come te.”

“Vuoi dire… a parte il fatto che hai deciso di suicidarti!” sputò fuori di botto e allontanando repentinamente da sé le mani di lui.

“Guarda, te lo ripeto semplicemente, penso di non essere adatto a questa vita, soprattutto a come si aspettano che noi dovremmo viverla”, disse, e per la prima volta a lei sembrò di rilevare una traccia di impotenza nella sua voce. “Sei mai stata in ritardo per un appuntamento, ma hai mille altri luoghi da visitare prima di arrivare a destinazione? Come quando stai per arrivare allo studio del medico, ma prima senti il bisogno di fermarti al negozio di alimentari a comprare qualcosa per la cena. Poi passi in edicola perché ti hanno messo da parte i fumetti del mese. E infine ti fermi in biblioteca per restituire alcuni libri prima che scada il termine.”

“Certo, lo so perfettamente.” Sbottò lei interrompendolo. “A tutti capitano simili giornate.”

“Ma questo è quello che sento come ogni giorno. In pratica, ogni secondo che passo qui mi toglie da dove dovrei veramente stare.” Sentenziò.

Si alzò e uscì dalla roulotte. Si fermò a due metri dalla porta con le lacrime che gli rigavano il viso contratto in un’espressione di rabbia. Guardò l’orologio e si rese conto che era tempo di andare al lavoro. Non ne aveva voglia. Si girò, lui era sulla soglia della porta e la guardava impassibile. Troppo impassibile.

Infine, si avvicinò a lui ed egli fu sorpreso di vedere che le lacrime si erano fermate. Ora lei aveva uno sguardo di deferenza calma sul suo viso. Quando parlò, il suo tono era freddo come il ghiaccio e gli occhi socchiusi come lame di rasoi.

“Bene!” disse, “tu sei convinto che questa sia l’unica opzione possibile. Così sia. Io non pretendo di sapere quello che ti senti. Certo che no. Ma se vuoi fare sta cosa, se davvero vuoi farla, devi prendere tutte le tue cose con te.” Lui la guardò confuso per un momento.

“Hai capito bene! Voglio che tutto quello che possiedi, sia fuori di qui per quando tornerò a questa specie casa. Poi potrai fare tutto ciò che stai desiderando.”

“Ma… perché?” chiese.

“Perché, quando torno, se la tua roba non sarà più qua, forse potrò far finta che tu sia sparito. Penserò che mi hai tradito con qualcun’altra e te ne sei andato con lei. Allora forse non sarà poi così male accettare la tua assenza.”

La sua voce s’incrinò di nuovo e per un attimo lui ebbe paura che stesse per ricominciare a piangere. Ma lei lo guardò solo per un momento con un’espressione che gli spezzò il cuore; poi, dopo essere rientrata nella roulotte e aver raccolto il cappotto, se ne andò.

Lui prese le kill pills dalla tasca le guardò: una era rossa, l’altra blu. Le mise in un bicchiere appoggiato sul tavolo. Andò a fare le valigie.

Nel frattempo lei salì in macchina promettendo a se stessa che questa era stata la prima e ultima volta che aveva ceduto alla confidenza intima con una pratica di tentato recupero da suicidio futile previsto dal protocollo di tutela governativa per la verifica finale delle decisioni autonome. Per esperienza sapeva che queste cose non finivano mai bene, e infatti la Pratica SKP25846 si poteva dire verificata e conclusa: soggetto irrecuperabile.

Premuto lo starter, il visore dell’abitacolo si animò. “Karen, sei in ritardo, ti è stato affidato un nuovo caso da verificare. Pratica suicidio futile nr. 78659, sbrigati che sembra che non stia nella pelle. Ha appena ritirato le pillole”.

“Agli ordini capo” disse con voce rotta dalla tensione.

“Cosa fai? Piangi?”

“No, no, era solo un bruscolino nell’occhio” disse non troppo convinta.

“Non puoi farti vedere così, datti una sistemata. Mai cedere all’emozione. Sangue freddo e determinazione. Ti inoltro la destinazione al gps.”

“Certo Signore, non si preoccupi.”

Spense il visore, accettò l’indirizzo della nuova pratica e inserì il pilota automatico. Aveva una vita da vivere, altre vite che potevano essere salvate. Uno stipendio da salvaguardare.

Chimica o Atomica? – Razione ILZ

Se le armi chimiche fossero messe al bando, tutti quanti noi diremmo: giusto, finalmente! Ma se invece una chimica aggressiva rappresentasse l’unica soluzione per fronteggiare gli zombie, ovvero quelle persone infettate da un virus capace di trasformarle da umani a predatori voraci, violenti ed instancabili?

Tutti i moderni studi di strategia militare dimostrano che le armi atomiche sono da considerarsi obsolete. Sono figlie ormai decrepite della guerra fredda, per nulla funzionali al raggiungimento di nessun obiettivo concreto che sia diverso dall’annientamento di tutto ciò su cui si abbattono, generando solo l’olocausto totale. Funzionali solo alla dimostrazione di “chi ce l’ha più lungo”, ma a conti fatti nessuno sano di mente si sognerebbe di usarle veramente. Infatti la distruzione delle infrastrutture e il perdurare nel tempo della scia di morte a causa delle radiazioni, renderebbero inabitabili per moltissimi anni le zone colpite, e se usate in larga scala la zona invivibile sarebbe l’intero nostro e unico pianeta, la vecchia e amata Madre Terra. Quindi un eventuale vincitore (ci sarebbe?) non se ne farebbe niente di una landa desolata e contaminata.

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19.9.17 Fuga da Montecassino

Razione ILZ – I Love Zombie è lieta di presentare la sua nuova pubblicazione:

19.9.17 – Fuga da Montecassino

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un romanzo frutto di un concorso di scrittura collettiva svoltosi nel corso del 2016 al quale hanno risposto diverse decine di autori emergenti.

Tra tutti i partecipanti sette di loro: Simone Volponi, Erik Screm, Aurelio Andriani, Giovanna Evangelista, Walter White, Isabella Marzola e Rebecka Giando, hanno centrato in pieno l’obiettivo.

Quindi grazie al lavoro di editing del collettivo Razione ILZ che ha sapientemente amalgamato i sorprendenti scritti inviati, è stato possibile pubblicare questa emozionante storia di sopravvivenza alla dilagante piaga Zombie ma non solo, anche un racconto corposo, colmo di intrighi e azione adrenalinica.

Non una semplice raccolta di racconti ma un romanzo vero e proprio ambientato a Montecassino in un presente distopico, dove follia, rabbia, paura, istinto, stanchezza, sfiducia, incoscienza, cattiveria, diventano gli stati d’animo predominanti nell’essere umano guidandone spesso le azioni. L’allocuzione “Homo homini lupus” qui diventa più attuale che mai. Tuttavia sproni emotivi interiori come combattività, curiosità, cooperazione, intelletto, scienza, compassione e giustizia permettono ai nostri protagonisti di non scadere nella barbarie e nella frenesia del caos.

Nonostante questa nuova realtà e malgrado l’uomo non sia più al vertice della piramide evolutiva, gli autori lo pongono comunque al di sopra degli zombie e soprattutto in una posizione più elevata e nobile rispetto a quei sopravvissuti, abbrutiti e privi di umanità, che rimangono sempre il pericolo più grande per gli altri scampati alla Non-Morte.

19.9.17 Fuga da Montecassino è disponibile sulle principali piattaforme di vendita online come Amazon e IBS  e naturalmente in formato cartaceo tramite il servizio print on demand di Youcanprint.it.

Razione ILZ I Love zombie vi invita ad interagire sulla pagina FB e sul nostro sito.

Chi siamo? Un collettivo di intrattenimento letterario nato dalla passione perversa e malata per il genere Zombesco di un gruppo di amici sparsi per l’Italia. Da poco il sito si è ampliato per accogliere tutti i generi culturali e per diventare un veicolo di news, eventi, storie e  servizi letterari.

Necrofilia alla mostra #realbodies

3 ragazze rischiano la denuncia per aver scattato foto a sfondo sessuale con i corpi dei cadaveri plastinati.

Dopo essere state sorprese hanno dovuto dimostrare di aver cancellato dalla memoria dei cellulari le foto fatte tuttavia sono state diffidate da qualsiasi diffusione di tali immagini (forse gli organizzatori non si fidano dell’effettiva cancellazione).

Quindi in caso di un’eventuale diffusione sui social saranno chiamate a rispondere per atti osceni in luogo pubblico, vilipendio verso i cadaveri e violazione del copyright.

Che bella la necrofilia….

Sorgente: Corriere della Sera