GIAPPOCALISSE part 3

La sofficiosità di un prato ricco di margherite primaverili mi solletica la pianta dei piedi, l’aria frizzantina accarezza il viso. In mano ho un barattolo di Nutella, affondo due dita nella crema degli dei e me la porto alle labbra. Non c’è niente di più buono al mondo. Mi giro e chiamo Tyrion il mezz’uomo: “Hey amico portami della birra”. Lui mi guarda schifato e mi dice che ha solo Vinoh imitando Re Robert il grasso ubriacone. “Vabbè dai portami quello, fa lo stesso”. Insieme brindiamo “alle Tette!” con le caraffe che sbattono. All’improvviso una folata di vento gelido mi avvolge. Sento il freddo entrarmi nelle ossa. Ne cerco la sorgente ma non la trovo. Tyrion è sparito così come il vino. Sento la testa che mi gira. Fermati mondo!

Davanti scorgo un riverbero anomalo, un movimento d’aria che dilata i confini delle cose. Il sole in cielo è forte e mi riparo la vista con la mano. Forse è stato un riflesso. Ecco che succede di nuovo: un’ombra passa dove non ci dovrebbe essere niente, solo orizzonte. Ha una forma vagamente umana, eppure è solo una trasparenza più scura che riempie il vuoto. Forse un ectoplasma. Mi avvicino convinto che saranno stati gli occhi a giocarmi uno strano scherzo. Mentre mi muovo, sento distintamente dei colpi. Tonfi sordi in rapida successione. Mi guardo intorno ma vedo solo margherite primaverili che ondeggiano al vento. Vedo di nuovo l’ombra davanti a me. Compio un balzo in avanti cercando di afferrarla e SBAM. Una botta devastante arresta il mio salto. Cado all’indietro dopo aver rimbalzato come una palla sul muro. Vorrei urlare dal dolore ma non ci riesco. Giaccio immobile a terra. Le margherite sono sparite. Tutto intorno è una nebbia scura. Poi buio eterno. Cerco di muovermi ma sono bloccato. Non so neanche come faccia a respirare.

il racconto prosegue a questo link sul sito http://www.ilovezombie.it

Annunci

GIAPPOCALISSE part 2

Devo smetterla col sakè, mi da alla testa e il cervello si estranea troppo. D’altra parte credo che mi sia concesso di aver cercato rifugio nella bottiglia. Non ho niente da leggere, la radio continua ad essere fuori uso, il cellulare neanche lo guardo. Quel fantasmagorico smartphone da 499 fottuti euro si è scaricato nel giro di un paio d’ore lo stesso giorno del casino, senza che mi sia stato minimamente utile. Durante il putiferio la rete è saltata subito, evidentemente a causa dell’intasamento delle linee e lo stesso è successo alla connessione internet. Tutta questa tecnologia spinta e poi, quando ti serve veramente, ti abbandona a te stesso. Non ho con me neanche l’agendina con tutti i miei codici e numeri di telefono annotati alla vecchia maniera. È rimasta in ufficio sulla scrivania, come lo zainetto che di solito mi porto dietro. Quella mattina mi ero dimenticato a casa l’abituale schiscetta e quindi ho optato per passare la pausa pranzo al ristorante sotto l’ufficio. All Sushi You Can Eat a 9 euro e 90. Solo a mezzogiorno. Mica male come offerta. Brutta cosa i ricordi.

Quindi, qua dentro ho incominciato ben presto ad annoiarmi. Perciò mi sono seduto davanti al mega schermo naturale che è diventata la vetrina del ristorante. Devo dire che in questi giorni da recluso per scelta, ne ho visti davvero di tutti i colori. In particolare, sono stato occupato a catalogare ben più delle cinquanta sfumature che il rosso del sangue può regalare. Già, perché di sangue, là fuori, ne scorre a fiumi.

Il racconto continua a questo link sul sito http://www.ilovezombie.it