I Love Zombie sbarca su YEPPER

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il Magazine di cultura non morta I love zombie sbarca nella sezione Trends del portale YEPPER 

Da “I love zombie”: Siamo un gruppo di appassionati ed amanti degli zombie. Siamo sparsi in tutta Italia (non vi diremo dove), ed abbiamo dei luoghi sicuri dove nasconderci e sopravvivere.Ci definiamo degli scienziati (pazzi forse)! Avete capito bene noi Studiamo la SCIENZA degli ZOMBIE. Vogliamo diffondere le nostre conoscenze, affinchè anche voi siate in grado di sopravvivere in caso di outbreak Zombie. Tra le nostre fila ci sono esperti in varie discipline, vi faremo conoscere i tanto odiati/amati morti viventi fin nei minimi particolari. Divertitevi e ricordate “se non respirano, nel dubbio sparate alla testa”.

cos’è YEPPER? Raccontare, leggere, comunicare, condividere. Sono gli imperativi della generazione social! Yepper è un progetto, l’evoluzione dell’open source journalism in ‘citizen magazine’. Un open source magazine, scritto da lettori che vogliono condividere idee, esperienze, saperi per raccontarsi, leggere, comunicare, condividere! Uno spazio aperto, libero in cui raccontare professioni, passioni, opinioni per partecipare direttamente allo scambio di notizie, commenti, alla vitalità e fermento delle idee.

 

 

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Rispettare i patti

Quando scoppiò l’epidemia morì all’istante un terzo della popolazione. Questi si ridestarono nelle successive 48 ore. Un secondo terzo venne contagiato dai risorti. Nonostante l’unica cosa sensata che si poteva fare per evitare di essere reclutati dall’orda fosse fuggire il più lontano possibile, questi tentarono ugualmente la strada della resistenza. Inutilmente.

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Sopravvisse solo quell’ultimo terzo della popolazione che ascoltò veramente l’avvertimento di lasciare le città: veri focolai di trasmissione del virus.

Durò in tutto un paio d’anni, tanto dovettero sopportare. Non fu facile ma nemmeno eccessivamente difficile. Il sopravvissuto tipo era una persona con pochi affetti, avvezzo nell’uso delle armi, spirito di sopravvivenza innato, capace di un uso oculato delle scorte di cibo. Insomma, sapeva arrangiarsi. Naturalmente ci furono pure quelli dotati di notevole fortuna. Devo ammettere che fu un’ottima selezione naturale se volessimo vedere il lato positivo della situazione.

Comunque il problema che si presentò successivamente non fu certo di secondaria importanza. Infatti, quando i morti tornarono ad essere morti e basta grazie al definitivo decadimento cerebrale che li teneva morbosamente in vita, si accumularono cadaveri ovunque. Certo, molti erano già stati eliminati dalla popolazione sopravvissuta; tuttavia, milioni erano ancora nei luoghi dove erano spirati.

continua QUI su http://www.ilovezombie.it