Zombiempiegati

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Siamo Zombiempiegati.

Come Zombie ci trasciniamo sul posto di lavoro certi che sarà soltanto un altro giorno sul calendario.

Come Zombie digitiamo al computer: braccia tese, occhi persi nei monitor e dita mobili che viaggiano veloci sulla tastiera come tic sincopati.

Come Zombie rispondiamo al telefono che squilla ininterrottamente. Dall’altra parte gente che ti vomita addosso problemi pensando che tu possa avere una cura per le loro anime altrettanto perse. Il cervello genera  ormai una risposta standardizzata: “non me ne frega un cazzo!”

Come Zombie ci dirigiamo alla macchinetta del caffè. Ingolliamo un liquido putrefatto che scende nel gargarozzo e serve solo da escamotage per una fuga dalla scrivania ricolma di pratiche che nessuno al tuo posto sistemerà.

Come Zombie aspettiamo l’orario d’uscita dal cubicolo 2 metri per 2 col neon dotato, il monitor dotato, la poltrona reclinabile dotato, i timbri dotato, la calcolatrice dotato capocomeuncondorsullatesta dotato.

Come Zombie finalmente ci dirigiamo al timbratore di badge, manco fosse un cervello da divorare, con le mani protese, l’occhio sottile attento all’orario, bramosi di una falsa libertà, bramosi di aria carica di smog, bramosi di altra luce artificiale, pronti per tristi happy hour improbabili, in attesa di sedersi davanti alle solite serie tv ormai noiose alla morte.

Come zombie ci lasciamo portare da una metropolitana stipata, con sottofondo di musichette etniche e lamenti mendicanti.

Come zombie abbiamo anime perse con gli occhi incollati dentro smartphone dai mille colori accattivanti, così attraenti da creare dipendenza.  Ormai i discorsi sono limitati al minimo:

“mangiare?”

“uhmf”

“ok”

“scopare?”

“uhmf”

“vabbè”

Come Zombie anche peggio degli Zombie.

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Vado in biblioteca – DOPO LA CADUTA

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c’è chi va in palestra, chi va a messa, io vado in biblioteca, adoro l’odore dei libri, gli ordini alfabetici, l’impilamento ordinato e la divisione per argomenti.

è una scadenza fissa: una volta a settimana. Cerco sempre lo stesso addetto, ormai un amico.

controllo online e chiedo l’acquisto di alcuni libri ogni tanto, solo se meritano. nel tempo ho visto che poi quei libri sono stati presi in prestito varie volte. ho contribuito a diffondere cultura o cazzate… a seconda dei punti di vista. i miei punti sono vari: alieni, azione, fantascienza, storia, fumetti, viaggi, horror, zombie, zombie, zombie e non -morti l’ho già detto?

Ultimamente ho adottato un sistema di selezione: entro e vado diretto al totem che propone i libri: prendo sempre il primo in alto sulla destra. Diciamo che comunque concedo una possibilità a tutti. A volte chiudo dopo una decina di pagine. A volte vado fino in fondo perchè mi è piaciuto anche se non sarebbe stato il mio genere preferito. Sono contento così.

QUESTO L’ULTIMO PRESTITO: (l’ho appena iniziato, poi magari vi dico meglio, per il momento mi piace)

DOPO LA CADUTA di Nancy Kress

Nell’anno 2035 tutto ciò che è rimasto del genere umano vive nel Guscio. Nessun sa perché gli alieni nel 2014 abbiano devastato la Terra e distrutto l’umanità, né perché abbiano imprigionato ventisei sopravvissuti in un involucro sterilizzato. Il quindicenne Pete, uno dei sei bambini nati nel Guscio, è deciso a condurre la sua gente verso un nuovo inizio, mentre attorno a lui i sopravvissuti uno a uno si ammalano e muoiono. La Terra sembra sulla via di una lenta guarigione, ma gli abitanti del Guscio potrebbero non vivere abbastanza a lungo: l’unica possibilità è aumentare di numero attraverso il rapimento di bambini dal passato. Nell’anno 2013, una brillante consulente della CIA riconosce uno schema in una catena di rapimenti apparentemente scollegati. L’algoritmo predittivo di Julie Kahn rivela che il mondo è in imminente pericolo, ma le vite di Julie e Pete stanno per incrociarsi, e il loro incontro può essere l’unica speranza per la Terra.

Anno: 2013  – Pagine: 142

Sepoltura di parti anatomiche riconoscibili ex DPR n.254/2003

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Forse non tutti sanno che: con la definizione di “parti anatomiche riconoscibili” si fa riferimento a: arti e membra compiute, parti di viso e similari e per queste vi è la possibilità di destinarle a sepoltura. E’ inoltre previsto l’affido, la dispersione dentro o fuori il cimitero delle ceneri, la inumazione, la tumulazione in celletta o in altro manufatto ove sia già presente un feretro. Ciò che conta è la volontà dell’amputato che, se lo vuole, può procedere alla cremazione (ed in questo caso decidere la destinazione delle ceneri) o alla sepoltura delle stesse. 

Quindi: 1) Se l’amputato chiede la tumulazione dell’arto nel loculo, questi ne ha diritto, fino alla capienza del loculo stesso.

2) L’autorizzazione allaburial tumulazione presuppone semplicemente la verifica del diritto alla sepoltura e il pagamento (in genere) di un diritto alla tumulazione, nonché il versamento di una somma per chi procede alla materiale tumulazione.

3) Se il loculo ha unicamente la dimensione per il contenimento di un feretro (se la dimensione è maggiore il problema non si pone in quanto arto e feretro stanno nello stesso loculo), la scelta è a carico dell’amputato/avente diritto, che viene posto a conoscenza delle possibilità: a) inizialmente può decidere la tumulazione dell’arto nel loculo vuoto. Al suo decesso si effettua traslazione dell’arto e se sono decorsi 20 anni questo è equiparato a resto mortale e come tale soggetto alle norme relative. se il decesso avviene prima dei 20 anni occorre tumulare l’arto amputato anche in un ossarietto o in un altro loculo; b) inizialmente può decidere la tumulazione in un ossarietto avente le dimensioni atte a contenere il feretrino. Nel loculo sarà tumulato il feretro e se il decesso avviene oltre i 20 anni si può tentare la riduzione in resti dell’arto e la ricongiunzione nel loculo della cassetta dei resti ossei; c) inizialmente può decidere per la cremazione dell’arto. L’urna viene collocata nel loculo e al momento del decesso questo consente di avere la riunificazione senza troppe difficoltà (stante la dimensione delle urne per ceneri).

4) Infine la “diversa modalità” è da intendersi quella differente da quanto prescelto in via ordinaria per gli arti amputati dalla struttura sanitaria. In altri termini se la scelta ordinaria è la cremazione, l’amputato potrà chiedere l’inumazione o la tumulazione.

Ma adesso vi saluto che devo andare al cimitero a portare un saluto al mio braccio sepolto…

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