Fallout Guam

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Guam – 13 aprile 2013

hanno sparato, cazzo hanno sparato, quei fottuti musi gialli comunisti della Korea del Nord hanno premuto il bottone rosso… o meglio, son passati 3 giorni e non so un beneamato cazzo di cosa sia successo…

l’unica cosa che sapevamo era che in caso di attacco sarebbe suonata la sirena e saremmo dovuti correre al riparo all’interno del bunker reduce della guerra fredda.

quindi: è suonato l’allarme, per un fottutissimo caso ero da solo, e son corso qui dentro…

ora che è tornata la corrente esterna, poichè quella interna era garantita da un generatore, posso provare a mettermi in contatto con chi è rimasto, fuori di qui, da qualche parte…

per il momento scrivo, così da riordinare le idee…

ma partiamo da tre giorni fà: mi chiamo Luke Duffy e sono, credo, l’unico sopravvissuto della mia squadra di manutenzione dell’aeronautica, lavoravamo nel vecchio aeroporto civile sull’isola di Guam.

sono proprio un povero cristo dannatamente sfigato perchè quando è suonato l’allarme i miei colleghi erano in città ed io invece mi trovavo nel sotterraneo a prendere delle misure per i lavori; oppure mi devo considerare un fortunello perchè son riuscito a mettermi in salvo

sta di fatto che mi trovo qua dentro, la prima cosa che ho fatto è controllare le riserve d’acqua: piene; poi il cibo: a scatolette qua ce n’è per un mesetto per 6 persone, quindi non dovrebbe essere un problema.

corrente: rete esterna poi un generatore interno che accendo per brevi minuti giusto per non diventare cieco.

armi: la mia beretta d’ordinanza, poi c’è un armadio blindato dove dentro presumo ci siano armi e munizioni di scorta: la chiave non ce l’ho! cazzo fottuto! era nella dotazione del tenente. vedremo cosa fare se mi servirà un fottuto apriscatole.

rilevatore Geyger: è nella dotazione classica di qualsiasi bunker ed è collegato con dei sensori all’esterno: ogni tanto suona, ma le rilevazioni rimangono nella norma… non so se preoccuparmi… da una parte uno si aspetterebbe di sentire il classico gracchiare di questi strumenti, dall’altra ti senti confortato dal non sentirlo; allora cosa sarà successo? era tutto un bluff? eppure quelli hanno sparato, perchè la corrente è andata via? ho paura di non sentire delle risposte  che corrispondano a quanto previsto…

con ansia ho passato questi tre giorni  in attesa di sentire bussare alla porta del bunker, chissà che magari arrivi qualcuno che sa dove trovarmi; dubito che accidentalmente qualcuno riesca a trovare l’ingresso.

proprio quando mi stavo convincendo ad uscire per vedere cosa sta succedendo fuori, è tornata la connessione con l’esterno quindi ora cercherò di mettermi in contatto con qualcuno per capire cosa fare…

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