gli zombie non uccidono, RECLUTANO

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Le vittime fortunate vengono divorate, le ossa completamente spolpate, la carne consumata;

quelli meno fortunati passano dalla nostra parte, quella degli aggressori, trasformati in putridi mostri carnivori mai sazi. 

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L’Eurozona è in crisi e Berlino pensa agli zombie!

tuttacronaca

tuttacronaca- pirata-partito

Un’interrogazione parlamentare alquanto singolare è stata sollevata dal Partito Pirati tedesco all’interno del Parlamento. Secondo quanto riportato dal Die Bild, la domanda sarebbe: “Berlino è pronta a proteggersi da un attacco zombie?”. L’argomento è stato ufficialmente discusso tra i vertici politici tedeschi, poichè il Partito Pirata ha fatto riferimento alle parole del dottor Ali Khan: “Se si è ben attrezzati per affrontare un’apocalisse zombie, si è preparati anche per uragani, pandemie, terremoti e attacchi terroristici”
Christopher Lauer, un parlamentare Pirata ha detto: “Alcune persone non si preoccupano dei disastri ma nel caso succedesse qualcosa, Berlino dovrebbe evacuare 3, 8 milioni di persone”.

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Conoscere uno zombie

TuttiPazziPerZombie

Come avete potuto intuire dal titolo questo post si dedicherà principalmente nel spiegare come distinguere un ” Non morto ”  da un comune vivente, la principale cosa che dovete tener conto è che non sempre vi troverete in ambienti chiari e luminosi, quindi non è molto semplice sapersi riconoscere gli uni dagli altri e a questo punto inizierei col dire che una delle cose a cui bisogna stare molto attenti è la posizione in cui si trova il soggetto e il modo in si sposta da un luogo ad un altro, ad esempio: se io fossi in pericolo la prima cosa che farei è quella di stare al riparo e cercare di non farmi notare, cosa che uno zombie, privo di ogni istinto primordiale, non farebbe. In oltre una grande caratteristica che distingue un ” Morto vivente ” da noi è la camminata intorpidita e zoppicante, questo può essere semplicemente…

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World War Z – L’apocalisse zombie made in Hollywood

Videoludica 2.0

World-War-ZWorld War Z è un oggetto di culto per gli appassionati di zombie. Pochi autori sono riusciti come Max Brooks (figlio di Mel Brooks) a raccontare con altrettanto vigore (ed un piglio quasi documentaristico) la storia trita e ritrita della diffusione su scala globale del morbo zombificante.

L’aspetto più affascinante del romanzo è che Brooks non si limita a narrare il collasso della civiltà che tutti conosciamo, ma si spinge ad immaginare l’ipotetico post ground-zero, la ricostruzione, il lento riformarsi di una parvenza di ordine. La società dipinta in World War Z soccomberà per poi risorgere dalle sue stesse ceneri, ma per sempre segnata dalle cicatrici della più grande tragedia mai vissuta dall’umanità.

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Ora quella piccola gemma di letteratura di genere sta per sbarcare al cinema, in una trasposizione diretta dal regista Marc Foster (Quantum of Solace) e interpretata da un attore del calibro di Brad Pitt.

Lo…

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